Si chiama Alexander Chen ed è un genio della programmazione digitale. Anzi non solo un genio, ma un vero e proprio visionario degli anni zero. Appassionato di musica, giovane cervellone del laboratorio creativo di Google, Alex in passato ha dato prova delle sue abilità di astrazione realizzando alcuni video in cui il suono si genera ad esempio dagli intrecci delle linee metro di New York, o da bicchieri di vino campionati attraverso i Google Glass; ha suonato corde di strumenti virtuali usando una telecamera Kinect 3d e trasformato in visual le armonizzazioni vocali dei Beach Boys. Genio.

L’ultimo progetto di Chen si chiama Baroque.me ed è la trasposizione video del Preludio n.1 della Suite per violoncello di Bach. Un lavoro matematico e informatico che agli occhi di chi la musica la sa leggere sul pentagramma potrà non avere nulla di attraente, ma il processo che ha portato il suono a diventare geometria in movimento merita un minimo di approfondimento.
Tutto parte dal semplice ascolto di Bach e da quella sensazione di estraniamento che la musica classica riesce a dare. L’idea di base è stata immaginare le note come linee: più sono lunghe e più il suono è grave, al contrario linee corte danno suoni acuti.
Nel video si vede un ipotetico strumento ad otto corde, suonate con ritmo costante da quattro pallini che si inseguono a coppie su due cerchi: quando un pallino interseca una delle corde, ecco che si produce il suono. L’allungarsi ed accorciarsi delle linee in modo dinamico seguendo la scrittura di Bach definisce l’andamento della melodia.
Alex spiega che al primo ascolto di questa suite per violoncello, ha subito notato la ripetzione degli stessi accordi come fossero una chiamata e una risposta, e da lì è venuta l’idea di creare due cerchi, uno eco dell’altro, anziché uno solo con quattro pallini.

La matematica che sta dietro al mutare delle linee è roba parecchio noiosa, in parole povere gli intervalli di quinta e di ottava in una scala cromatica si possono derivare utilizzando le frazioni di 2/3 e 1/2, si chiama accordatura Pitagorica, ed è una cosa da nerd incalliti.
Ovviamente tutto è più comprensibile ed intuitivo guardando il video, la genialità dell’opera di Alexander Chen sta nel proporre una lettura della musica meno meccanica e lineare come quella delle partiture classiche.
“Credo che sia magico vedere come i sottili ed intricati movimenti delle dita di un musicista producano suoni in movimento” dice Chen, che vede i movimenti delle sue linee e dei suoi pallini come la performance di un computer, macchina inespressiva a cui è possibile dare un anima attraverso programmazioni e video come questo.
La musica e il mondo digitale si fondono con lo scopo di emozionare, il che suona come una bestemmia per tutti gli integralisti e puristi del suono acustico che della fisicità degli strumenti non possono fare a meno, ma l’idea di Alexander Chen aggiunge di sicuro un valore alla musica stessa e al modo di comprenderla.

Fonte:Come visualizzare Bach con la matematica (e un po’ di pallini)
di Carlo Tonelato