Il 2013 avrebbe dovuto essere l’anno della verità, quello della definitiva esplosione della stampa 3D casalinga, del do it yourself davvero sulle scrivanie di (quasi) tutti. Il 3D printing d’altronde promette di essere il primo, massiccio effetto collaterale della cosiddetta rivoluzione dei maker: un (benefico) effetto concreto e visibile dove, provocazioni a parte, i piccoli e medi oggetti di ogni giorno – e forse anche qualcosa di più grosso – te li farai da solo, impiegando solo il tempo di personalizzare e mandare in esecuzione un file .cad o qualcosa di ancora più elementare. Però su misura.

Questo doveva essere, ma così è stato solo a metà. Il quadro è in crescita, ma pur sempre ancora di nicchia. Come nei precedenti dodici mesi, anche nel 2013 sono arrivati nuovi e più economici modelli di stampanti 3D. La comunicazione si è fatta più larga, il concetto di stampare un oggetto ha iniziato a farsi prepotentemente spazio anche fra chi frequenta poco i territori dell’innovazione, è perfino arrivata in tv. Poi ci sono stati movimenti societari importanti a livello internazionale. L’acquisizione di un promettente player del settore come MakerBot da parte del gigante Stratasys è stato per esempio un segnale forte – tanto che si parla di un ritorno nel settore di qualche grandissimo nome, vedi HP, che già in passato aveva collaborato con il gruppo israelo-statunitense – così come gli ultimi modelli dell’azienda di Brooklyn o, tornando in Italia, l’impressionante carrellata di progetti, prototipi e startup viste per esempio alla Maker Faire romana lo scorso ottobre. Ecco una guida, necessariamente incompleta e orientata al lato prosumer intermedio, per capire qual è la macchina che fa per te, in base a esigenze, caratteristiche, prezzo e impressione generale.

 

MakerBot Replicator Mini

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Svelata all’ultimo CES di Las Vegas, è facile da usare e da gestire, sfodera un ugello magnetico removibile ed è più piccola delle sorelle maggiori (quella che segue, uscita mesi prima, ma anche la nuova e grande Z18), manda in stampa in PLA gli oggetti in pochissimi passaggi anche tramite l’app per dispositivi mobili. Area di stampa da 10 x 10 x 12.5 cm, risoluzione 100 micron, è equipaggiata con connessione Wi-Fi e, curiosità, di una camera incorporata con cui tenere d’occhio quando non ci sei quello che stai costruendo. Dalla sua MakerBot ha un ecosistema incomparabile fra Thingiverse e MakerBot PrintShop. Disponibile dalla primavera, costerà circa mille euro.

 

MakerBot Replicator 2x

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È un po’ l’ammiraglia dell’intero settore, nonché la battistrada per storia e assetto complessivo. Rispetto alla precedente Replicator 2 del 2012 fa un salto sia esteticamente che per caratteristiche: 100 micron di risoluzione, sfoggia un volume di stampa più ampio dei modelli precedenti (25 x 15 x 15 centimetri) e il doppio ugello le consente un sacco di manovra in più. Non solo stampa in due colori, ma stampa anche due oggetti uguali contemporaneamente e fa uso di plastiche come ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene) e PLA (la cosiddetta bioplastica) di densità diverse per realizzare strati e livelli più raffinati. Si può trovare sul negozio ufficiale online – se non hai la fortuna di visitare il nuovissimo store newyorkese della MakerBot – sganciando subito circa duemila euro. La classe si paga.

 

Solidoodle 4

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Rispetto al terzo modello il prezzo torna a salire, sebbene di poco. Anche questa svelata, come le novità dei rivali di MakerBot,all’ultimo CES di Las Vegas, il punto di forza rimane però lo stesso della versione precedente. Si tratta infatti della macchina più indicata per i principianti. “Non troverai niente di meglio sul mercato per mille dollari” ha detto il fondatore e Ceo dell’azienda newyorkese, Sam Cervantes. Novità per l’ugello, vanta un’area di stampa da 20x20x20 centimetri (risoluzione 100 micron) ed èfacilissima da usare.

 

Afinia H-Series

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Anche questa è l’ideale per chi inizia: zero controlli sulla macchina, a parte un pulsante d’inizializzazione, si connette via USB col computer (Mac o PC, poco importa) anche se ha un volume di stampa un po’ inferiore alle altre: 13,9 × 13,9 × 13,5 centimetri. Poco male: ti arriva già pronta, con un software semplicissimo da installare e dall’interfaccia molto semplice. Rispetto alle blasonate concorrenti, ha una scocca aperta: insomma è di quelle open, non a cubo. Non a caso, negli ultimi mesi il prezzo – come registrato per diverse altre – è salito un po’, segno che sta registrando un certo successo. Costa 1.200 euro (via di mezzo fra le altre) e la puoi prendere sul sito ufficiale. Se non sai da dove cominciare, puoi iniziare da qui.

 

Fonte: Wired.it