Perché log01

Il libro della natura è scritto coi caratteri della geometria“. Galileo Galilei.

Una linea di spirale, una semplice curva piana che si avvolge in infiniti giri intorno a un punto, serba in sé espressioni d’eleganza della natura stessa. L’armonia delle forme in natura è il riflesso dell’azione di forze descrivibili con precise relazioni e leggi matematiche.

Tra lo ZERO e l’UNO, tra l’UNO e l’UNO, tra l’UNO e il DUE, tra il DUE e il TRE.. (e così via sino all’infinito), esiste una relazione, con la quale conviviamo quotidianamente, che permea gran parte delle nostre attività, non è una cosa difficile, semplicemente, ne ignoriamo l’esistenza.
Parliamo di una serie numerica in cui OGNI TERMINE SUCCESSIVO È UGUALE ALLA SOMMA DEI DUE IMMEDIATAMENTE PRECEDENTI, la serie è la seguente: 0,1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144,233..
ve la presentiamo, prende il nome di SUCCESSIONE DI FIBONACCI e la tocchiamo praticamente con mano ogni giorno.

Dove la vediamo?

In un numerino, un numero irrazionale espresso dalla formula: (√5-1)/2 (rapporto della sezione aurea, o proporzione aurea), che equivale approssimativamente a 0,618, noto con il nome di numero Aureo.
Questo numero si ottiene dal rapporto tra un numero e il successivo della successione di Fibonacci, e per numeri sempre più grandi si avvicinerà sempre di più al valore di 0,618.
Facciamo una prova:

1:2=0,500; 2:3=0,667; 3:5=0,600; 5:8=0,625; 8:13 = 0,615; … 34:55=0,618 … FUNZIONA!!

Ebbene, il numero Aureo o, più spesso, il suo reciproco, RAPPORTO AUREO: 1,618 (che si ottiene dal rapporto di un numero della successione e il suo precedente), definisce le proporzioni di gran parte delle forme in natura, del tuo corpo.. e anche dello schermo del monitor dal quale ci stai leggendo..ci leggi dallo smartphone? Non cambia la forma (rettangolo aureo), non cambia il concetto.
Scopriamo il rettangolo aureo (in cui il rapporto fra il lato maggiore e quello minore, a : b, è identico a quello fra il lato minore e il segmento ottenuto sottraendo quest’ultimo dal lato maggiore, b : a-b, ed in cui entrambi i rapporti a:b e b: (a-b) danno il nostro numerino ‘magico’ 1,618) e giochiamo con i numeri di Fibonacci.

Fig1

Se sottraiamo da tale rettangolo un quadrato di lato uguale al lato minore del rettangolo, otteniamo un piccolo rettangolo, ancora aureo. Ripetendo l’operazione si otterranno rettangoli sempre più piccoli, tutti aurei.

fig2

Con questa figura è possibile costruire una spirale disegnando archi di circonferenza all’interno di ogni quadrato, il cui lato sarà dato dalla somma dei lati dei due quadrati immediatamente più piccoli

.. che vi ricorda?

fig3

La spirale così ottenuta è una Spirale Logaritmica, o spirale di Fibonacci.

In cui ogni raggio vettore sarà più ampio del precedente secondo una progressione geometrica, in modo tale che la curva crescendo non cambi mai forma. La sua forma non cambia al variare delle dimensioni, la spirale è auto somigliante (ricordiamo questa parolina).
L’autosomiglianza, che è alla base dei fenomeni di accrescimento naturale, la ritroviamo ovunque: nella musica, nei frattali, negli andamenti del mercato azionario (Mandelbrot docet).. nella vita stessa.
La vita, rappresentata da una spirale logaritmica, che determina la forma della catena custode di un intero codice genetico, il DNA di un nucleo cellulare; la forma dell’accrescimento biologico di alcune specie; la disposizione delle foglie lungo uno stelo, e dei petali e dei semi dei fiori.
La sezione del guscio di organismi ormai estinti come le ammoniti, o di una conchiglia sulla spiaggia, spinta dal mare, è una perfetta spirale logaritmica.
Alzando gli occhi al cielo, neppure le galassie si sottraggono a tale geometria, né i vortici terresti, o il moto dei cicloni. Dalla microscala alla macroscala, la natura sembra seguire una propria legge e dispone secondo un proprio ordine che noi possiamo solo schematizzare con numeri e linee, proiettando nella sezione aurea l’espressione matematica della bellezza e della eleganza della natura stessa.

Abbiamo scelto la spirale logaritmica come nostro simbolo!

La spirale logaritmica (da cui il nome: log).

Partiamo da zero (log1=0), rinnegando gran parte del disastroso sistema sociale ed economico di cui siamo il frutto e che, finora, s’è nutrito delle nostre speranze e del nostro futuro.

Decidiamo ogni giorno consapevolmente di non accettare passivamente la ‘Grande Recessione’, frutto di scelte non nostre. Rifiutiamo lo smarrimento individuale e sociale in cui noi giovani (e un po’ meno giovani) siamo arenati ormai da troppo tempo.

Decidiamo consapevolmente di partire da ciò che abbiamo, come in origine, con in più il grande bagaglio di conoscenze scientifico-tecnologiche, oltre che umanistiche, che possiamo vantare, in quanto “a posteriori della specie”.
La nostra energia si nutre della necessità di cambiamento. Cambiamento rappresentato, anche simbolicamente, dalla geometria della spirale, che lo stesso Hundertwasser affermava rappresentare “il percorso che, attraverso uno stretto rapporto con la natura, porta l’uomo in una nuova dimensione”.
Egli stesso mise in discussione, sulla base di tale convinzione, il principi classici alla base delle tecniche costruttive: pose in primo piano le reazioni psicologiche e le sensazioni umane che scaturiscono dalle immagini architettoniche e demonizzò l’angolo retto, che divenne simbolo di povertà spirituale, realtà vuota e formalismo. Nel suo Manifesto ambientalista, Il diritto della finestra, il dovere dell’albero (1972), affermò che “la linea retta è sacrilega”.

Noi mettiamo in discussione il trend negativo al quale sembriamo destinati, economicamente, professionalmente e umanamente. Partiamo da noi stessi, dalle nostre competenze per crescere ed agevolare la formazione di menti dinamiche, giovani o meno giovani, che non cerchino appoggi e non trascorrano il tempo a lamentarsi o piangere perché le cose non vanno.

Crediamo nel farle andare, le cose. Abbiamo un programma sì definito ma in continua evoluzione, a passo con i cambiamenti esterni, che prevede la costruzione di una rete di persone.

Conosciamo. Progettiamo. Diffondiamo. Costruiamo.
Con spirito positivo.

Nel 1985 la Royal Society, l’istituzione scientifica britannica più prestigiosa, ha pubblicato un rapporto sulla “Public Understanding of Science”, nel quale emerge quanto scarne e insufficienti fossero all’epoca (ma non è che la situazione sia molto migliore ora) le conoscenze scientifiche del pubblico in relazione ad una realtà sempre più scientificamente e tecnologicamente avanzata.
Come si fa a prendere decisioni sia personali che politiche o lavorative, e/o gestionali, ignorando il mondo in cui si vive?
In un modo in cui la scienza e la tecnologia permeano il quotidiano c’è bisogno di consapevolezza, che si crei un confronto e un dibattito di supporto alle decisioni.

“La matematica si può considerare come ciò che unisce e si interpone fra l’Uomo e la Natura, fra il mondo esterno e quello interno, fra il pensiero e la percezione.” F. W. August Fröbel (1782-1852)

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